Ricucire la propria relazione con Dio e rimettersi in cammino

Un’oasi di ristoro,una boccata di ossigeno per l’anima,una sosta per ritrovare se stessi, ricucire la propria relazione con Dio e rimettersi in cammino: ecco come potrebbe definirsi l’esperienza di ritiro vissuta da una parte della Gioventù Francescana di Caltanissetta ad Assisi dal 28 Agosto al 2 Settembre.

Sotto l’attenta e saggia guida del nostro frate assistente, Fra Michelangelo Parisi, siamo stati condotti per un itinerario, fisico e spirituale allo stesso tempo, nel quale i luoghi simbolo della spiritualità francescana si sono intrecciati alle varie fasi della vita e della fede di Francesco, e grazie a continui momenti di meditazione e riflessione, anche alle nostre vite. Così abbiamo ripercorso gli stadi principali della crescita spirituale di Francesco, partendo dalla sua chiamata, seguita da un progressivo riconoscimento del proprio essere, limitato e finito, al cospetto di un Dio infinito, dal quale segue il riconoscimento dell’altro non più come lebbroso, ma come fratello (“e ciò che misembrava amaro,mi fu cambiato in dolcezza d’anima e di corpo”). Le altre tappe del nostro percorso sono state incentrate sullacapacità di perdonarsi, ossia di prendere coscienza del proprio essere davanti a Dio, (“Chi sono io e chi sei Tu”); sull’incontro mistico con Cristo, che libera,sconvolge e realizza la vita di ogni cristiano, e così come Francesco, anche noi abbiamo meditato sulla possibilità e sulla bellezza di questo incontro sotto lo sguardo dolce e soave del crocifisso di San Damiano. Le ultime tappe hanno riguardato la conformazione a Cristo e la piena adesione a Lui, e infine il tema dell’ascensione, trattato durante una giornata di profondo silenzio interiore vissuta all’Eremo delle Carceri, dove spesso Francesco si ritirava per entrare a contatto in modo diretto,cuore a cuore, con il Signore. Abbiamo vissuto un’esperienza piena e arricchente, che ci ha permesso di rispolverare la nostra fede e la nostra adesione a Cristo tramite il silenzio, la preghiera e la meditazione, elementi che Francesco metteva al centro della sua vita per essere poi vero annunciatore del Vangelo a tutti coloro che incontrava nel suo cammino. E così, nel nostro piccolo abbiamo fatto anche noi, abbiamo ricaricato le batterie della nostra fede per essere pronti a donarci, a essere strumento del Suo amore e dono per gli altri. Anche noi,come Pietro, avremmo voluto costruire 3 tende, e rimanere sul nostro piccolo Tabor alla Sua presenza, ma noi gifrini siamo chiamati ad essere annunciatori nel mondo e per questo,una volta tornati nei nostri ambienti, inizia la parte più significativa della nostra missione: portare nel mondo l’amore ricevuto da Lui e contenerlo non come serbatoi, chiusi e isolati con l’esterno, ma come canali che ricevono alla fonte e sanno donare in modo pieno e totale.

Emanuele Amico (fraternità di Caltanissetta)

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Un commento

  1. Bravi fratellini della gifra!Sono felice di condividere con voi la strada di Francesco,Pax Carmelita ofs CL

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