Auguri di Natale | Messaggio del presidente regionale Gi.Fra.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto

e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.”

(Gv 15,16-17)

Carissimi fratelli e sorelle il Signore vi dia pace!

Alle porte di questo Natale mi sento di condividere con voi due brevi pensieri che mi stanno accompagnando nella mia esperienza di Erasmus, lontano da tutto ciò che mi è familiare tranne che da Lui. Da novembre mi trovo infatti a vivere un periodo di tirocinio in Belgio al termine del quale spero di concludere il mio percorso universitario. Come tutti voi mi trovo quindi a vivere l’instabilità della condizione giovanile, piena di interrogativi ed insicurezze. Sono partito con tristezza per il servizio affidatomi al quale non potevo dedicarmi come avrei voluto, ma allo stesso tempo ero sereno, perché il Signore mi ha concesso di comprendere nel corso del mio percorso, per mezzo dei fratelli che mi hanno formato, che “siamo tutti importanti ma nessuno è indispensabile” e questo lo penso davvero.

La prima riflessione che mi sento di donarvi è quella della scelta, non tanto la nostra scelta ma quella di Dio sulla nostra vita a cui si fa riferimento nel brano del Vangelo. Per quanto possiamo infatti credere di avere il controllo sulla nostra vita e sul nostro percorso, per quanto possa questo sembrare chiaro e delimitato come di un treno che segue i binari, in realtà non lo è. Può succedere che ci si perda, può succedere l’errore che fa deragliare il treno, ma in tutto ciò abbiamo la sicurezza che Lui ci ha scelti, che Lui ha comunque in serbo per noi grandi cose perché ci ha “costituiti” perché portiamo molto frutto. Il pensare che Lui ci pensi, che Lui ci scelga, che Lui ci ami ci può aiutare a vivere bene questo periodo di preparazione al Santo Natale, occasione in cui, come ogni anno continua a sceglierci facendosi uomo.

Il secondo breve pensiero riguarda la mancanza della dimensione fraterna, della mia fraternità locale e di quella regionale. In questo tempo vissuto qui, ha trovato conferma qualcosa che già pensavo, qualcosa che dicevo ma che non avevo ancora provato. Mi riferisco al vedere la fraternità come un dono che Lui ha fatto all’umanità, che Lui ha fatto a noi. Non ci rendiamo conto di quanto siamo ricolmi di grazia fino a quando questo dono che ci sembra scontato, alle volte stancante e perché no, in alcune circostanze, anche frustrante, ci viene a mancare. Chi si è allontanato da casa per un po’ può capire quanto possa essere importante vivere il proprio cammino, i momenti di difficoltà, i momenti di aridità e quelli in cui si è incontrato Cristo nella propria via, insieme a qualcun altro, insieme ad un fratello. Cosa c’entra tutto questo con i tipici auguri di Natale? Pensando alle diverse cose che volevo dirvi non potevo tralasciare questa “verità”, “certezza” questa mancanza che sto vivendo, e spero che questo possa essere per alcuni di voi quella spinta a non demordere, a non mettere da parte questo dono che il Signore ha pensato per ciascuno di noi. I giorni che verranno saranno di estrema importanza per prepararci a vivere questo Santo Natale, e viverlo insieme come fraternità donerà ancora più luce.

Anche se lontano mi sento comunque di vivere questo tempo in comunione con tutti voi e in particolar modo con la mia fraternità, dono che va oltre la materialità del vedersi, dono scelto da Lui per noi, e quindi da custodire e testimoniare.

 

Luca Corallo

Presidente Regionale

Gioventù Francescana di Sicilia

 

Quando sono debole… allora sono forte | Testimonianza

Quando sono debole…Allora sono Forte!

E’ quando siamo deboli che conosciamo il Signore ma per conoscere Lui prima dobbiamo conoscere noi stessi. Che significa conoscere noi stessi?

Per me,da ciò che ho appreso, significa conoscere il nostro corpo, non avere paura di mostrare le nostre debolezze, capire a quali emozioni noi diamo cittadinanza e quali invece non risuciamo a gestire. Il varco per accedere a noi stessi è proprio la parte piu’ fragile, dove teniamo le nostre debolezze e solo per via di quella parte il mondo può accedere a noi, poichè dove siamo forti siamo impenetrabili.

La prima sera c’è stata consegnata un’anforina grezza e ci è stato chiesto di prendercene cura. Potevamo disegnare, colorare e decorarla come preferivamo in modo da renderla personale… Farla ad immagine e somiglainza nostra. Spesso capita che ci abbelliamo fuori anche se dentro stiamo male.

Il secondo giorno abbiamo speriementato cosa significa dialogare con noi stessi per scoprire cosa sentiamo, quali emozioni abitano dentro di noi e quali invece respingiamo o non consideriamo. Ho trovato molto difficile affrontare me stessa e capire che posto avevano le emozioni dentro di me, quali vivo e manifesto quotidianamente e quali invece mi spaventano o preferisco ignorare. Poi su un foglietto di carta ho scritto le mie debolezze e le ho inserite all’interno dell’anforina, l’idea che fossero nascoste al buio lì dentro non mi dispiaceva affatto,al contrario mi rasserenava, mi sentivo protetta! Finchè fossero rimaste nascoste nessuno avrebbe visto la vera me, nessuno avrebbe potuto ferirmi.

Il vero “trauma” è stato quando nel momento di deserto, lontano dal Signore mi hanno chiesto di frantumare l’anforina, in quel momento mi sono sentita davvero sola e senza protezione, tutti potevano vedermi senza le tante maschere che ogni giorno utilizziamo per celare noi stessi agli altri. Tutto il lavoro che avevo fatto per non mostare il mio interno sarebbe stato cancellato e questo mi aveva bloccato non riuscivo ad accettarlo.

La sera durante il momento di preghiera abbiamo presentato le anforine frantumate al Signore, mostrandoci deboli per com’eravamo e ci siamo affidati a Lui.

Ero convinta che avremmo incollato insieme tutti i pezzi subito dopo, ma non era così che doveva andare. Non dovevo e non potevo proteggermi da sola , non potevo ricostruire me stessa da sola…

Infatti ci è stata consegnata una nuova vita (una nuova anforina) proprio affinchè capissi che nel momento in cui mi sono affidata a Lui ero di nuovo protetta, al sicuro. Dio è il mio scudo.

Infine nell’anforina è stata messa una perla, la grazia del Signore, per ricordarci che non abbiamo bisogno di altro, che ci Basta la Sua Grazia.

  Maria Chiara Vassallo  – Termini Imerese  MdC

Convegno Adolescenti | Nord Sud Ovest Est: Cercando me trovo Te

Nord Sud Ovest Est: Cerando me, trovo Te

Il Convegno Adolescenti avrà luogo ad Ali Terme (ME) dal 27 al 30 dicembre presso la casa delle Suore Salesiane “Stella Maris” .

MERCOLEDI’ 27 Dicembre

16 .00 : Arrivi e sistemazione

17 .00 : Momento di preghiera iniziale e lancio del tema

18 :00: Divisione in gruppi e dinamica

20 .30 : Cena

22:00: Serata di Animazione

 

GIOVEDI’ 28 Dicembre

8.00 : Lodi e a seguire colazione

9 .0 0 : Momento formativo “Io con me” fra Lorenzo Scafuro o.f.m. Campania Assistente Nazionale OFS

10.30 : Merenda

11 .00 : Deserto

13.0 0 Pranzo

15.3 0 : Testimonianza Danilo Ferrari giornalista e attore di Nèon teatro

17.00: Merenda

17.15 : Divisione in gruppi e dinamica

19.45 : Vespri

20 .30 : Cena

22:00: Serata di Animazione

 

VENERDI’ 29 Dicembre

8.00 : Lodi e a seguire colazione

9.0 0 : Momento formativo “L’A/altro come me” fra Giuseppe Garofalo o.f.m. Sicilia Assistente Regionale Gi.Fra

10.0 0 : Merenda

10.30 : Divisione in gruppi e dinamica

13.0 0 : Pranzo

15.3 0 : Dinamica fra Lorenzo Scafuro

17 .30 : Merenda

18 . 00 : Momento formativo “Dio in me” fra Lorenzo Scafuro

20 .00 : Cena

22:00: Momento di preghiera

SABATO 30 Dicembre

8.15: Colazione

9.0 0 : Momento di preghiera e a seguire condivisione

10.45 : Sistemazione struttura

11 .45 : Messa

13.00 Pranzo