Creati per amare: la GiFra d’Italia in formazione

Numerosi Giovani Francescani provenienti da ogni angolo dell’Italia hanno lasciato le loro case per incontrarsi nei luoghi all’origine della loro vocazione: Assisi. Il 9-10-11 Marzo sono stati giorni d’intensa fraternità, riflessione e preghiera per i Gifrini che hanno scelto di partecipare all’appuntamento di formazione nazionale dal tema: #creatiperamare. Anche la Sicilia ha passato lo stretto raggiungendo con gioia i propri fratelli nella fede.

«Non si può amare senza un corpo» sono state le parole che ci hanno introdotto alla riflessione proposta. Riscoprire le membra che ci permettono di amare toccando, annusando, pensando, ascoltando il prossimo che passa nelle nostre vite ogni giorno ci ha fatto ripensare in maniera nuova noi stessi, le nostre attitudini e i nostri sensi e ci ha permesso nella prima #dinamicadigruppo del venerdì di presentarci ai fratelli che avrebbero condiviso con noi nei giorni seguenti altre tappe della formazione.

L’amore è il tema cristiano per eccellenza, amare è la sfida che il cristiano invece si propone. Chiamati sin dalla #creazione del mondo alla relazione d’amore con l’altro, il nostro corpo è lo strumento da riconoscere per renderlo autentico «tempio dello Spirito». Sabato mattina, infatti, con l’aiuto di Fr. Pietro Maranesi abbiamo scoperto come Francesco aveva ben intuito come proprio il corpo non è estraneo all’esercizio dell’amare, ma anzi fondamentale all’attualizzazione dei gesti che ci permettono di incontrare l’altro nel suo corpo, nei suoi limiti, nel suo essere così com’è. Ricordare l’incontro di Francesco con i #lebbrosi (che erano tanti…e non uno) ci ha scosso dal torpore del nostro modo di amare, ridestando in noi un solo desiderio: abbandonare l’amaro delle nostre aride relazioni e ricercare la dolcezza e la tenerezza dell’incontro vero, che non lascia invariati.

E la modalità del #cammino – che tiene svegli nella fede – fa parte di questo percorso che dalla scoperta dell’amore porta al dono di saper amare. I gifrini, infatti, accompagnati da un’audio-guida che li potesse guidare in una silenziosa riflessione, si sono messi in cammino verso uno dei luoghi chiave della vita di Francesco e i suoi: #Rivotorto. La voce dalle cuffie durante la camminata sussurrava parole turbolente e gravide di emozioni: «[…] Hai preparato per me un corpo come un’opera d’arte…ma perché faccio così tanta fatica? Se non fossi all’altezza?». Il Signore ci invitava a ripensarci come #fattiperamare e #nonostantenoi, nonostante i nostri limiti, le nostre imperfezioni, nonostante il peccato, nonostante tutte le parti di noi che facciamo fatica ad accettare. Lui «ci ha fatti come un prodigio», un prodigio che non può rimanere una monade solitaria, ma che è chiamato a farsi espressione di un amore a più livelli. «Per te ho preparato questo corpo – ci dice il Signore – ma volevo dirti che non sei soltanto un corpo, tu sei il mio corpo».

Solo riconoscendo noi stessi una vera benedizione di Dio, possiamo accostarci a Lui con amore di figli e riscoprire nell’altro una benedizione per la nostra vita: questo abbiamo chiesto nel pomeriggio a Dio nella preghiera, mettendo tutte le angosce del cuore ai piedi del suo Santissimo Sacramento in un momento di #adorazione presso la Chiesa di Santa Chiara. Raccolti attorno al #CorpodiCristo che ancora parla e tocca le nostre infermità, abbiamo pregato affinchè Lui possa farci tornare al punto di partenza, all’origine della nostra chiamata, redendoci

ancora capaci di donare quell’amore che per primo Lui ha riversato su noi. Alla fine della preghiera, abbiamo portato con noi l’emozione di aver segnato il capo dei fratelli che ci sedevano accanto con il #segnodicroce, pronunciando reciprocamente le parole: «Tu sei la mia benedizione». Un gesto fraterno che ci ha portato a pensare come troppo spesso dimentichiamo che i fratelli sono una bene-dizione, come l’altro sia una bene-dizione, ossia quel modo concreto con cui Dio ci ama servendosi di chi percorre questa strada della vita con noi. #Benedizione è certamente la parola che custodisco.

E ritornati dalla visita alla chiesetta di Rivotorto e le perle di Assisi, ci attendevano tre persone speciali pronte a tirare le fila dei nostri pensieri e a riversare nel quotidiano tutto quello che avevamo meditato: è stato il momento della formazione dei terziari Stefania Salerno e Fortunato De Pasquale, con l’accompagnamento di Fr. Ivano Paccagnella. Proponendoci la scansione Creati- dall’amore-per amare, ci hanno consegnato questi tre passaggi per aiutarci a comprendere come sia imprescindibile riconoscerci amati e poi amarci per poter a nostra volta amare. «Ama il prossimo come te stesso» insegnava il Maestro. E se non ami te stesso?

La serata di fraternità, la #rossa e divertente cena a tema e la celebrazione mattutina di domenica in Porziuncola hanno portato al termine una meravigliosa esperienza, un incontro di formazione carico di spunti, aperto a riletture, denso di significati, ricco di gioia e di liete notizie. Assisi e la formazione nazionale è sempre una sosta al pozzo per ripensarci in cammino. La Gioventù Francescana è questo in fondo: il luogo per ripensarci amati, per poter scegliere di amare.

Giusy Rizzo Gi.Fra di Caccamo (Pa)